Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
5a Domenica Ordinaria, 8 febbraio 2026
Essere sale della terra e luce del mondo
È
questa la vera identità
e missione d’ogni
Battezzato e della
Chiesa. Ma se il sale
perdesse la sua
efficacia e diventasse
scipito? E se la luce
accesa, invcece di porla
sul lucerniere, la si
ponesse sotto il moggio
o sotto il letto?
Sale
e
luce,
immagini che
indicano quale deve
essere l’identità e la
missione (funzione) dei
veri discepoli di Gesù:
sale della terra e luce
e del mondo. Siate ciò
che siete chiamati ad
essere: sale che
comunica e dà sapore al
cibo, lo purifica, lo
preserva e lo conserva;
luce, che illumina i
passi, rassicura il
cuore, rischiara la
mente, rende luminosa
la casa e chiara ogni
cosa. “Con le vostre
opere buone e belle”,
testimoniate di essere
sale della terra e luce,
posta sul candelabro,
affinché “tutti
coloro che sono nella
casa” e “rendano
gloria al Padre vostro
che è nei cieli”.
Il sale
comunica e dona il gusto
e il sapore al cibo,
solo ”sciogliendosi” e
“perdendosi” in esso,
così, la luce illumina
tutti quelli che sono
in casa, solo se è e
rimane accesa e solo se
è posta sul lucerniere.
Tutto questo deve essere
testimoniato dalle “opere
belle e buone”, che
il discepolo, chiamato
ad essere luce del mondo
e sale della terra, deve
compiere per la gloria
di Dio e il bene dei
fratelli e, mai, per un
suo interesse o
tornaconto, e queste
devono manifestare
l’amore e la
misericordia di Dio agli
uomini che a lui si
convertono e a lui
rendono gloria e onore.
I veri discepoli di Gesù,
chiamati ad essere sale
della terra e
luce del mondo,
devono essere “per” e
“al servizio” degli
altri, non “per” se
stessi. Il sale deve
sciogliersi per dare
sapore al cibo, ed è
questo che mangia chi ha
fame e non il sale!
Così, chi vuole vederci
di notte, accende la
lampada, non per
puntarla su se stesso,
ma porla sopra il
lucerniere della casa,
per illuminarla e poter
distinguere gli oggetti,
raggiunti dalla sua
luce. Come anche di
giorno, io non guardo il
sole, ma tutto ciò che
il sole illumina e
rischiara. La luce fu
creata per illuminare
gli abissi e vincere le
tenebre e dividere il
giorno dalla notte.
Dunque, “io sale”, per
dare sapore, “io luce”,
per illuminare con la
testimonianza “delle
opere buone”,
affinché gli uomini, che
le vedono, “rendano
gloria al Padre nostro
che è nei cieli”.“
Voi siete sale”,
che non deve mai
perdere la sua
efficacia di donare
sapore e gusto, e “Voi
siete luce” da
mettere sempre sopra il
moggio, perché possa
dare luce a tutta la
casa e a quanto
contiene. Le due
riflessioni, “se il
sale perdesse il sapore”
e la luce perdesse la
capacità di illuminare,
esprimono la necessità
vitale di queste due
funzioni, che mai devono
venir meno nei Suoi
discepoli! Anche Il sale
e la luce, come la fede
e tutti gli altri doni,
ci sono stati donati non
solo per noi stessi, ma
sono doni da diffondere
e condividere per creare
comunità e tendere a
perfezione morale.
Il Signore,
per bocca del Profeta
Isaia, smaschera e
rigetta il rito
esteriore e la pietà
formalistica del
digiuno, svuotato di
misericordia, di
giustizia, di
solidarietà, d’aiuto al
debole e all’oppresso,
di coerenza di vita, con
la fede che si professa.
Il digiuno che vuole il
Signore è “aprire il
tuo cuore all’affamato”
e “saziare l’afflitto
di cuore”,
nell’aprire la porta ai
miseri e vestire gli
ignudi e “Allora la
tua luce sorgerà come
aurora” e “brillerà
tra le tenebre la tua
luce” (prima
Lettura).
Paolo,
dopo l’amara esperienza
fallimentare
dell’Areopago di Atene,
dove aveva cercato di
predicare Cristo,
utilizzando il metodo
della sapienza e la
retorica dei Greci, ora,
ha deciso di presentare
l’inestimabile bellezza
di Cristo crocifisso e
la sua predicazione non
è più fondata sulla
sapienza umana, ma “sulla
manifestazione dello
Spirito e della sua
potenza”, in modo
che la fede dei Corinzi
“non fosse
fondata sulla sapienza
umana “ di Paolo, ma
“sulla potenza di Dio”
e “di Gesù Cristo, e
Cristo crocifisso”,
contrapponendo alla
sapienza della retorica,
la follia salvifica
della croce di Cristo.
I Cristiani
sono chiamati ad esseri
fedeli agli impegni
battesimali per
diventare “segni” e
portatori di nuovi
sapori e di nuova
luce nel mondo.
Perché, ardenti di
carità “diventino luce e
sale della terra.
L’essenza della vita
cristiana: è essere luce
e sale, cioè vivere la
Parola. Senza la vera
sapienza, “quella
della Croce”, il
cristiano è insipido,
perde forza,
credibilità, sostanza,
sapore, la sua esistenza
e la sua missione
diventano vuote,
inutili, senza senso,
senza gusto.Senza la
luce il cristiano è
fumigante, tenebroso,
scostante, repellente,
bugiardo. Essere sale
per dare sapore al
mondo, alla storia, alla
vita. Essere luce per
essere illuminati e fare
luce al/nel/per
il mondo, la terra!
Sale e luce
siamo, se abbiamo
accolto il dono e la
chiamata ad essere sale
della terra e luce del
mondo. Il dono, però,
non smi
nuisce
la nostra responsabilità
ad essere sale e luce,
ma, l’accresce nel
nostro impegno di
fedeltà e di
riconoscenza. Siamo
chiamati ad essere sale
e luce non isolatamente,
ma come Comunità: tutti
insieme, formiamo e
siamo la Chiesa di
Cristo!
Ogni Cristiano –
Battezzato
deve essere “sale” che
dona il “gusto” di
Cristo Gesù, quando
sceglie di
“sciogliersi”,
“perdersi” e di
“scomparire”, per
ritrovarsi in Lui
crocifisso, e deve
essere “luce” di Cristo,
che non abbaglia, ma
illumina e indica la
strada della giustizia,
della pace, dell’amore,
della speranza, della
misericordia e della
salvezza..
Ultimo
aggiornamento: 07/02/2026 - 11:20
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