Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
13a Domenica Ordinaria, 28 giugno 2026
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà
Oggi,
Gesù, con i Suoi esigenti e chiari insegnamenti e le Sue nette
ed imperative richieste, detta le condizioni, essenziali ed
indispensabili, per la vitale e intima relazione con la Sua
Persona, per poterLo seguire e compiere la missione, che ci è stata
affidata, con perseverante fedeltà e feconda testimnonianza. La prima
e fondamentale condizione è di riportare al primo posto, nella propria
vita, Cristo Gesù, affinchè tutto riprenda ordine gerarchico
nella nostra esistenza, perché, senza di Lui, non riusciremo e non
potremo fare nulla di valido e di buono. È l’amore prioritario per
Gesù e, quindi, per Dio, a fondare e rimettere ordine e vera sostanza,
ai “nosrti amori”, cominciando dai più sacri: quello verso i genitori,
i figli, i fratelli e verso il prossimo.
È la priorità dell’amore
per Gesù e, quindi, per Dio, a renderci “degni” di Lui e ci rende
capaci di poterLo fedelmente seguire, “prendendo la propria croce”
e di non vivere più per se stessi, ma spendere (“perdere”) la propria
vita per causa della fedeltà alla Sua persona e Sua missione. Chi la
vita la vive per sé, già l’ha “persa” e l’ha miseramente fallita!
Seguire Gesù, è “perdere” la nostra vita, per “ritrovarla”, come Egli
ci ha insegnato e ha fatto: ha “speso” e “perso” tutta la Sua vita
per l’amore salvifico che nutre, insieme con il Padre, per ciascuno di
noi peccatori.
L’accoglienza generosa,
gratuita e ospitale è l’altro tema che la Parola di Dio oggi ci
proprone e ci insegna, prima di tutto, nel Vangelo: “Chi accoglie
voi accoglie me e colui che mi ha mandato”. Accogliere i Suoi
apostoli, allora, vuol significare essere aperti e disponibili a
lasciarsi abitare dal Figlio e, per mezzo di Lui, volere accogliere
l’amore misericordioso e salvifico del Padre, quale immensa e gratuita
Sua “ricompensa”. Anche la donna di Sunem, benestante ma senza figli
e, dunque, senza discendenza, che, insieme con il marito, dona
generosa accoglienza e gratuita ospitalità ad Eliseo, perché “uomo di
Dio” e “santo”, riceve dal profeta, che ha accolto in una stanza per
lui, edificata al piano superiore e bene arredata, la promessa del
Signore di poter “fra un anno, stringere un figlio tra le
sue braccia” (Prima Lettura).
Nella seconda Lettura, Paolo ci consegna una profonda e
sintetica Catechesi sul Dono della nostra incorporazione a Cristo,
morto e risorto, nel nostro Battesimo. Insieme con Lui siamo morti al
peccato e ci ha fatto risorgere con Lui a nuova vita affinché, “morti
al peccato” possiamo essere “ viventi per Dio”.
Nel nostro Battesimo, siamo stati immersi, da peccatori, nella
morte di Cristo, il quale, da Risorto, ci ha fatti “riemergere”,
insieme con Lui e, da “con-risorti”, siamo chiamati, a “vivere per
Dio”.
In Estate, la Fede non va in vacanza!
Il periodo estivo, durante il quale ciascuno merita il giusto riposo,
può e deve essere tempo favorevole da dedicare con maggior attenzione
alla relazione con il Signore. Il Vangelo è sempre Vangelo, ovunque ci
si trovi: a scuola, al lavoro, in spiaggia o in piazza! Molteplici
sono le occasioni di cui possia
mo
approfittare, magari in un contesto naturale che riposa il corpo e
rinfranca lo spirito. Vivere l’Estate in comunione con Cristo e in
armonia con i fratelli nel reciproco arricchimento umano e spirituale.
È occasione da non perdere per
testimoniare, nel reciproco arricchimento spirituale ed umano, con più
coerenza di vita, il nostro modo di essere Cristiani, alla sequela di
Cristo ‘per sempre’ in ogni luogo e in ogni stagione. Chi ha scelto di
seguire Gesù, infatti, Lo segue ogni giorno, tutti i giorni e in tutte
le stagioni e per tutta la vita. Ricordiamoci, infine, che nessuno di
Noi può dirsi Cristiano, senza la Domenica e senza Eucaristia, e,
perciò, senza carità e senza comunione con Dio e con i Fratelli. “Le
vacanze sono un tempo di riposo e di ricerca dei segni di Dio nella
bellezza del creato. Approfittatene per una maggiore partecipazione
alla Santa Messa e alla meditazione della
Parola di Dio” (Papa Leone, Udienza del mercoledì: 24
Giugno 2026).
Viviamo, dunque, l’Estate, dono
da non sciupare, nella gioia e nella serenità, in comunione con Dio e,
nella Sua grazia, tra di noi e in armonia con tutto il Suo creato da
rispettare, ammirare e custodire con responsabilità nella giustizia e
nell’amore fraterno!.
Fai clic qui per la meditazione integrale dell'Omelia
Ultimo aggiornamento: 27/06/2026 - 09:14
Indirizzo email
posta@vivodiparoladidio.it