Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale,  Paola 1 Agosto 2020

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, 28 Dicembre 2025

Alzati, prendi con te il bambino e sua madre
La Famiglia di Nazareth, modello delle nostre Famiglie e immagine di una nuova Umanità

Dio ha voluto che Gesù nascesse in una famiglia, come la nostra, per essere, come ogni figlio, accolto con amore, protetto con cura, educato con sapienza e fatto maturare fino a farsi dono agli altri. Il Figlio di Dio, che si è fatto uomo, e per inserirsi nella comunità umana ha voluto avere bisogno di una Famiglia: un padre ed una madre che lo hanno accolto, difeso dai pericoli, curato, fatto crescere, educato e preparato alla vita.
Questa Santa Famiglia
è modello di fede e di armonia, di comprensione e aiuto reciproco, di serenità e di fortezza per le nostre famiglie, le nostre parrocchie e la comunità umana.
Nascendo in una famiglia umana, Gesù ha santificato ogni nostra famiglia, trasformandola in “piccola chiesa domestica”, tempio e santuario della presenza della Trinità Santissima e rende la Comunità parrocchia la Famiglia delle famiglie, luogo dell’ascolto, del perdono fraterno, dell’amore vicendevole e della santificazione personale e comunitaria.
La Famiglia Santa di Nazareth ci testimonia e ci insegna cos’è una vera famiglia, come si forma e come si costruisce; cos’è comunione d’amore, sacra e inviolabile, cos’è veramente l’educazione e formazione dei figli; chi sono i primi educatori alla fede, i genitori; cosa vuole significare l’affermazione di Paolo II:  “
Il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia”.
La prima Lettura
riafferma il comandamento onora tuo padre e rispetta tua madre e ci traccia le linee e ci suggerisce comportamenti tali da favorire l’armonioso snodarsi di relazioni e compiti in famiglia, con particolare attenzione al genitore (e al membro debole della famiglia) vecchio, malato e debilitato o che ha perso, anche, il senno. Il Salmo: Chi “teme” e ama il Signore, cammina sulle sue vie (Comandamenti), così, i figli devono onorare, rispettare, obbedire i genitori e devono camminare e seguire i loro esempi di dedizione, premura e amore verso loro. La Parola, nella seconda Lettura, pone le basi e le fondamenta per una stabile famiglia, capace di superare le inevitabili crisi di crescita e di rafforzamento dei vincoli familiari: bontà, amore, rispetto vicendevole, rispetto dei ruoli, ricerca della volontà di Dio, comprensione, sopportazione (portare i pesi gli uni degli altri), preghiera, perdono, lealtà, fiducia, anteporre sempre il noi all’io, voler il bene dell’altro. In sintesi: La vita familiare va condotta e vissuta in comunione secondo il comandamento dell’amore.

Alla scuola della Famiglia di Nazareth

Per tre volte Dio dà ordini diversi a Giuseppe e alla sua famiglia: di partire, di ritornare, di stabilirsi a Nazareth! Tre volte la famiglia, nella persona di Giuseppe, prontamente ascolta, crede, obbedisce ed esegue la Parola! L’intesa armoniosa e costante tra Giuseppe e Maria si fonda solo ed esclusivamente sull’ascolto, sulla accoglienza e sull’adesione piena e incondizionata di entrambi al volere e al progetto di Dio! Il legame della loro unione, nelle varie prove e vicissitudini, timori e prove, è l’obbedienza alla Parola ascoltata e creduta. Nel Vangelo non c’è una parola pronunciata da Giuseppe, ma il suo “sacro silenzio” parla e comunica il suo attento ascolto, il suo fidarsi della volontà del Signore, anche nelle richieste umanamente impossibili, il suo puntuale e sollecito eseguire i disegni e i “comandi”. Tutto questo deve muoverci a conoscerlo meglio e imitarlo nel nostro pensare ed agire da cristiani.

Giuseppe significa “Colui che aggiunge”
, in riferimento al Giuseppe, il sognatore, figlio di Giacobbe e di Rachele, che in età avanzata, ha ottenuto quello che aveva chiesto : “Il Signore mi aggiunga un altro figlio” (Gn 30,24). Giuseppe “aggiunge” la sua fede a quella della sua sposa, raggiunta da una maternità inattesa e misteriosa; aggiunge se stesso, “prendendo con sé la sua sposa” e quel Figlio concepito in modo prodigioso e misterioso, accettando di essere suo padre ed iscrivendolo all’anagrafe a suo nome, salvandolo dalle mire assassine di Erode, custodendolo, accompagnandolo nella crescita, insegnandogli un mestiere umile ed umanissimo, imparando da Lui ad essere padre come il Suo Padre e a testimoniarlo e rivelarlo ricco di amore e di misericordia infinita.
Nessuno si sceglie i figli e nessuno si sceglie i genitori”, e, proprio per questo, si presentano “passaggi dolorosi” e momenti difficili che, prima o poi, devono essere affrontati con fiducia, responsabilità, pazienza, con rispetto dei tempi della vita e della libertà e, soprattutto, con amore sacrificale. Questi passaggi necessari e graduali, se affrontati con rispetto ed amore, conducono ad un rapporto adulto e maturo, in cui i figli e i genitori si comprendono e si completano nel riconoscimento di quello che sono e nella reciproca accettazione dei pregi e dei difetti. Nella pazienza e nel dialogo, nell’ascolto e nell’accettazione reciproca e, soprattutto, con l’esempio fortificato e illuminato dalla Parola, la famiglia può diventare come quella di Gesù, luogo privilegiato di comunione, di comprensione, di perdono reciproco, di amore, di crescita e di serena e piena armonica felicità! Nell’armonia di comprensione e rapporti di reciprocità, genitori e figli crescono in quell’amore che garantisce alla famiglia stabilità e prosperità

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Ultimo aggiornamento: 27/12/2025 - 09:33

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