Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
Battesimo del Signore, 11 Gennaio 2026
Questi è il Figlio mio, l’Amato: in Lui ho posto il mio compiacimento
Il
Battesimo di Gesù al
Giordano
manifesta (altra
epifania) la Sua reale e
totale solidarietà con
l’umanità peccatrice e
rivela quale è la sua
missione: annunciare ed
offrire l’amore e la
salvezza del Padre suo a
tutti e renderli figli
come Lui e anche eredi.
Egli, infatti, è nato
tra noi perché noi
potessimo “rinascere” in
Lui; si è fatto solidale
con noi per farci Suoi
fratelli e figli del
Padre Suo. Attraverso il
Battesimo, Gesù si rende
solidale con ciascuno di
noi peccatori, ci
risolleva dalla nostra
debolezza mortale, ci
converte con la Sua
Parola, ci purifica e
lava le nostre colpe con
il Suo sangue versato
sulla Croce e ci salva.
Dal Bambino nato,
adorato, in
fuga, circonciso,
dodicenne docente nel
tempio, oggi, siamo
chiamati a contemplare
nel Suo Battesimo,
l’Uomo che è cresciuto,
è divenuto adulto,
capace di scelte mature
e decisive. È un
trentenne Uomo vero che,
con un gesto
rivoluzionario,
intraprende la parte
decisiva e conclusiva
della Sua missione.
Egli, però, non è e non
sarà mai solo: il Padre
e il suo Spirito lo
sorreggeranno e saranno
sempre al suo fianco e
in Lui ci libereranno
dal peccato e
salveranno. Quel
Bambino, che qualche
giorno fa, abbiamo
contemplato in braccio a
Sua Madre e sotto lo
sguardo amorevole di
Giuseppe, oggi,
s’immerge nella nostra
miseria, facendosi
battezzare insieme a
tutti gli altri
peccatori.
Il
Battesimo al Giordano e
la Missione del Figlio
Il Giordano, luogo
dove si svolge il
Battesimo, richiama il
primo Esodo che dal
passaggio del mare dei
Giunchi (Es. 14), si
conclude nel guado del
fiume Giordano, in un
faticoso e continuo
sforzo di risalita (Gs.
4,19). Gesù, il nuovo
Giosuè, nella Sua
“risalita” (anèbe) dalle
acque del fiume,
introduce tutta
l’umanità nella Terra
della Libertà. Così,
Gesù ribalta le residue
aspettative
trionfalistiche
messianiche rivelandosi
nella Sua singolarità
salvifica, come il
Messia umile e innocente
che si fa Fratello dei
peccatori, per farli
rinascere a figli del
Padre che, per questo,
Lo ha mandato e, per
questo, Egli è venuto.
La Sua Missione,
infatti, comincia senza
privilegi e senza
condizioni: Egli
s’immerge completamente
nella nostra storia,
nelle nostre fragilità,
nei nostri drammi, nei
meandri dei nostri
peccati, per rivelarci
l’Amore che sempre
perdona, perché è
infinitamente più grande
delle nostre infedeltà e
dei nostri ripetuti
rifiuti! Gesù, che si è
fatto in tutto e, per
tutto, simile a noi
“fuorché nel peccato”,
arriva dalla Galilea e
si presenta al Giordano,
“per farsi battezzare”
da Giovanni, “insieme “
con quella folla di
peccatori, che vogliono
ricevere il battesimo di
penitenza e conversione.
Egli, si mette in fila
con noi peccatori e
vuole immergersi nella
nostra miseria, per
farci ri- emergere, con
Lui “a figli” e “ad
eredi”.
Giovanni tenta di
opporsi : “Io
ho bisogno di essere
battezzato da te e tu
vieni da me?” Gesù gli
risponde (e ci risponde)
che questo rientra nel
piano di “giustizia”, il
Progetto di Dio che deve
realizzarsi, non con la
forza, la potenza e la
violenza, ma scegliendo
la via umile e feconda
della condivisione,
della misericordia e
dell’amore.
“Appena
battezzato”, Gesù
esce dall’acqua, sempre
mescolato con i
peccatori, “ed ecco si
aprirono per lui i cieli
ed egli vide lo Spirito
di Dio discendere come
una colomba e venire
sopra di lui” e si udì
la voce del Padre che
proclama: ”Questi è il
Figlio mio, l’amato, in
lui ho posto il mio
compiacimento”. Ora, “i
cieli si aprono”,
annullando la
separazione tra “mondo
di Dio” e “mondo degli
uomini”, perché il Verbo
ha voluto piantare la
Sua tenda in mezzo a
noi. I cieli che “furono
ri-aperti” da Dio per il
Figlio “appena
battezzato”, sono la Sua
fedele risposta al grido
degli Esiliati in
Babilonia: “Se tu
squarciassi i cieli e
scendessi” (Is 63,19)!
Gesù, fattosi uomo per
obbedienza, ri-apre e
ri-prende di nuovo la
comunicazione tra cielo
e terra, Creatore e
creatura, tragicamente
interrotta dal baratro
del nostro peccato!
Così, la “figura” del
Servo obbediente,
del quale parla Isaia,
nel Vangelo ci viene
rivelato che è Cristo
Gesù, il Figlio amato di
Dio, che annuncia la
Buona Novella nelle case
e nelle strade, in riva
al mare e sulle
montagne, sulla barca e
in spazi aperti capaci
di accogliere e
soddisfare tanta gente.
Egli Non viene ‘mandato’
per giudicare e
condannare, ma per
donare misericordia e
perdono con delicatezza
e rispetto verso ogni
forma di vita e in ogni
forma di debolezza e
fragilità: non
distrugge, infatti, né
butta via o nel fuoco la
canna incrinata, non più
capace di esser
‘misura’; procura olio e
nuove energie allo
“stoppino” fumigante
perché riprenda ad
ardere ed illumina
re.
È disposto ad andare
fino in fondo, perché la
sua “mitezza” non
equivale affatto, ad
arrendevolezza: Egli
compirà la Sua missione
“a qualsiasi costo” e
“finché non avrà
stabilito il diritto
sulla terra”. Nulla
potrà fermarlo, “non
verrà meno e non si
abbatterà”e il Suo
amore compirà ogni
“giustizia” e stabilirà
“il diritto sulla terra”
e Dio Padre, nel “Figlio
Suo, amato e Suo
compiacimento” che ha
“formato e stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni”,
per sempre “benedirà il
suo popolo con la pace“
(Salmo).
La Solennità della
Celebrazione del
Battesimo del
Signore, ci deve
smuovere ad una nuova
ripartenza salutare e
vivificante, che deve
impegnarci a passare,
quotidianamente, dalla
Luce cercata e
contemplata, alla Luce
accolta e seguita, dalla
Parola udita e
ascoltata, alla Parola
vissuta, con coerenza, e
testimoniata, con
perseveranza, gioia e
pace!
Ultimo
aggiornamento: 10/01/2026 - 08:47
Indirizzo email
posta@vivodiparoladidio.it